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La costruzione di
questa filanda a Sala presso il torrente Carpine
è da collocarsi intorno al 1840, periodo durante
il quale la ditta Steiner di Bergamo (fondata
nel 1838) amplia la rete dei propri insediamenti
industriali caratterizzati da nuovi congegni
pensati per moltiplicare il giro dei fusi e da
un nuovo sistema finalizzato all’ottenimento di
una migliore torcitura.
L’opificio di Sala, infatti, a metà Ottocento si
qualificava uno dei più moderni stabilimenti per
la lavorazione della seta, dotato di due filande
e di oltre duecento bacinelle a vapore. Inoltre,
l’ingegner Carlo Guarinoni vi aveva perfezionato
il "sistema Gavazzi" per l’asciugatura e la
torcitura che avveniva tramite motori idraulici,
sostituiti poi nel 1896 da una turbina, oggi
ancora funzionante, con l’avvento dell’energia
elettrica. La filanda Steiner conobbe una fase
di ulteriore espansione con il passaggio alla
ditta francese Veuve di Lione: gli stabili
vennero ampliati con la costruzione di un
dormitorio capace di ospitare quasi duecento
operaie provenienti da tutta la Valle San
Martino e territori limitrofi. Chiamata anche
Ausonia negli anni della guerra, la filanda di
Sala divenne di proprietà dell’austriaco
Leopoldo Haas, venne aggregata al San Giorgio di
Torino e, infine, al Cotonificio di Ponte Lambro.
Il complesso, appartiene oggi della Società
Rinaldo Maggi, impegnata nella produzione di
ferramenta e carpenteria.
Nonostante le diverse fasi di ingrandimento e i
numerosi cambi di proprietà, l’opificio ha
conservato nel tempo l’aspetto originario.
Pregevoli risultano la cabina e la caldaia con
ciminiera, decorate in profili di cotto, la
palazzina degli uffici (con portale in granito),
l’ala delle camerate a tre piani caratterizzata
da archetti ciechi e la portineria che mostra
evidenti rimandi tardo-ottocenteschi. |