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In occasione della
prima visita condotta da San Carlo Borromeo
nella Valle San Martino "di là de l’Ada" (1566),
politicamente appartenente alla Repubblica di
Venezia e religiosamente alla Diocesi ambrosiana
poiché dipendente dalla Prepositurale di Garlate,
la Parrocchia di Calolzio aveva sotto la sua
giurisdizione la località di Sala, presso la
quale esisteva l’Oratorio dei Santi Cosma e
Damiano. Questa è la descrizione di tale
edificio lasciataci da San Carlo, tradotta dal
latino dell’epoca: «Chiesetta campestre, lunga
passi 30 e larga 12, con soffitto composto da
tronchi di castagno molto storti e con "navello"
dell’acqua santa posto in terra vicino alla
porta d’ingresso. Sul margine di un vecchio
messale si leggeva che la chiesa era consacrata.
L’altare, molto piccolo, staccato dal muro,
reggeva un’antichissima icona della Madonna "che
fa molti miracoli", traslata qui da un altare
demolito. Sul tetto, sopra
la facciata, era posta la campana. La sagrestia
non c’era.
Le pareti interne della chiesa erano ancora
grezze. Il cimitero circondava il sacro edificio
da tre parti».
Il 25 gennaio 1861 il Parroco di Calolzio don
Antonio Ubiali, in riposta ai quesiti postigli
da mons. Pietro Luigi Speranza Vescovo di
Bergamo in occasione dell’imminente visita
pastorale, scrisse una "Relazione" in cui, fra
le chiese sussidiarie e gli oratori pubblici
parrocchiali, troviamo anche la chiesa dei Santi
Cosma e Damiano di Sala con tanto di
descrizione: «La chiesa sussidiaria dei Santi
Cosma e Damiano di Sala rimonta, come ai cenni
che si hanno, ad un’epoca anteriore al 1400. Fu
in seguito ampliata, e poi ridotta, prima del
secolo passato alla forma che ha presentemente
di chiesa ordinaria. Il suo campanile fu eretto
dopo la metà del secolo passato; ha sopra un
arco la cifra 1775 e porta tre campane. È lunga
braccia 40 col presbiterio e coro, larga braccia
12 circa. Ha un solo altare di marmo nero
intarsiato col "belgiazzo". Si celebra
l’anniversario della Consacrazione di questa
chiesa per antica consuetudine, il giorno 28
agosto; ma non si conosce l’epoca, e nemmeno da
chi sia stata consacrata. Vi si celebra la festa
dei Titolari, trasportandola sempre nella quarta
domenica di ottobre, e ciò per antica
consuetudine. E poi il dì suddetto della
Consacrazione, nel mese di maggio per la
conservazione dei frutti della campagna, o per
devozione degli abitanti, o per volere delle
donne al cominciare e finire colà della filanda
(l’opificio Steiner costruito nel 1840 n.d.r.)».
Fra gli anni 1948 e 1951, nell’intento di
operare un ampliamento, venne eretto un nuovo
corpo presbiteriale sull’area del sagrato
antistante la chiesa. Tale intervento ottenne
però il risultato di rovesciare l’asse
direzionale della chiesa e ad esso si deve
l’inconsueta aula con due absidi contrapposte
priva di una vera e propria facciata. Tra i
dipinti degni di nota ricordiamo una piccola
tela con Crocefisso e i Santi Ambrogio e Carlo
Borromeo di autore ignoto del secolo XVII; una
tela con la Madonna e i Santi Cosma e Damiano
dell’ultimo scorcio del Settecento; le medaglie
della volta con la Madonna della Cintura, la
gloria dei Santi Patroni e San Spiridione,
affrescate da Giovanni Cavalleri attorno al
1914; la tela del Battesimo di Gesù eseguita da
Arturo Compagnoni nel 1943. |