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Calolziocorte affonda le sue radici in un passato
assai remoto e
affascinante. Indizi di una possibile frequentazione umana
in età preistorica risultano i resti di palafitte rinvenuti
sull'Adda, in località
"Lavello". Anche in epoca preromana, con ogni probabilità,
il territorio di Calolzio fu oggetto di un qualche
stanziamento di popolazioni celtiche: significativa in tal
senso è la presenza di un abitato dell'età del ferro
individuato presso la vicina Rocca di Somasca. Più consistenti
appaiono, invece, le vestigia della presenza romana,
riconducibili soprattutto all'epoca imperiale. Attraversato
dalla strada che collegava Brescia, Bergamo e Como, la quale
varcava il fiume
Adda grazie al ponte di Olginate, l'insediamento di
Calolziocorte acquisì un'importanza rilevante. In questo
contesto, particolare attenzione merita il ritrovamento
dell'epigrafe sacra in marmo con dedica a Diana, dea della
caccia, dei boschi e della luna, rinvenuta presso la chiesa
parrocchiale di Lorentino. La prima testimonianza scritta di
una località calolziese, ovvero "Corte", va ricondotta
invece all'anno 774 d.C.: "Rado" figlio del fu "Radoaldo de
Curte" compare infatti come testimone in un lascito
trascritto in quel di Bergamo per volontà di "Taido", uomo
di fiducia del re Desiderio e illustre rappresentante
dell'aristocrazia longobarda. È altresì probabile che in
epoca altomedievale esistesse in Calolzio, in località "La
Gerra", una primitiva chiesa intitolata a San Martino -
santo particolarmente caro ai Franchi - la cui dedicazione
si estese in seguito all'intera valle. Va inoltre precisato
che la maggior parte delle località calolziesi assunse una
precisa fisionomia proprio tra il IX e l'XI secolo.
Nel 1274 Napoleone della Torre conquistò la Valle San
Martino ed il suo capoluogo: in quegli anni, su Calolzio,
forte era il potere esercitato dalla nobile famiglia feudale
dei Benaglio, tra l'altro detentrice di numerosi castelli ed
alleata dei Torriani in chiave antiviscontea. Tra i numerosi
avvenimenti militari e politici che seguirono a questo
tragico periodo di lotte intestine, si ricorda la battaglia
del Campo Cerese (1398) tra i guelfi di Calolzio e i
ghibellini di Olginate. Nel 1454 la Valle San Martino passò
definitivamente sotto il governo della Repubblica di
Venezia. Con il mite dominio della Serenissima, Calolzio
inaugurò un periodo di maggior tranquillità e prosperità
durato quasi quattro secoli e trasse numerosi benefici in
quanto terra di confine con il Ducato di Milano. Il 1797,
anno del trattato di Campoformio e della soppressione della
Repubblica di San Marco ad opera di Napoleone Bonaparte,
vide Calolzio, come tutta la Lombardia di allora, entrare
nei possedimenti austriaci del Regno Lombardo Veneto sino
alla proclama zione
del Regno d'Italia (1861). La posizione strategica e la
presenza di importanti crocevia ferroviari favorirono lo
sviluppo a Calolziocorte di numerosi insediamenti
industriali, soprattutto fra gli anni '20 e '40 del
Novecento. Da ricordare lo stabilimento "Sali di Bario", da
tutti i Calolziesi conosciuto come "Fabricù", fondato nel
1902. Nel 1927, con un Regio Decreto emanato da Vittorio
Emanuele III re d'Italia, venne attuata l'unificazione dei
Comuni di Calolzio e Corte: da qui l'attuale denominazione
composita di Calolziocorte.
testi a cura del Prof. Fabio Bonaiti
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