|

Non molto distante
da Piazza Regazzoni, nel luogo di Casale,
località già citata in una pergamena dell’anno
985 nella quale si assiste alla donazione di
alcuni beni alla chiesa di Sant’Alessandro di
Bergamo, esisteva un antico tabernacolo dedicato
alla Madonna che nel 1730 cominciò ad operare
prodigi e miracoli. La popolazione calolziese
decise quindi di costruire un santuario in onore
della Vergine sul fondo attiguo donato dalla
nobile famiglia dei Benaglio.
Autorizzato con decreto del Senato veneto, nel
1734 l’architetto Ferdinando Saijz stendeva il
progetto per la costruzione di quello che
sarebbe diventato un semplice edificio barocco a
pianta centrale ottagona coperta da una piccola
cupola (decorata da otto spicchi che mostrano
altrettante figure di Santi fra i quali
ricordiamo San Giuseppe, San Carlo Borromeo e
San Domenico) e caratterizzato da un presbiterio
poligonale. Tuttavia, l’opera del santuario fu
realizzata solo in parte: infatti, secondo il
progetto originario, l’attuale chiesa avrebbe
dovuto costituire il coro e il presbiterio di
quella progettata che doveva invece occuparecon
la sua navata tutta la piazza sino al lavatoio
posto a ridosso dell’attuale strada per Rossino.
L’erezione del Santuario di San Gerolamo a
Somasca, località altresì cara alla devozione
calolziese, finì invece per orientare altrove le
oblazioni della popolazione e ridimensionò il
progetto.
La facciata del santuario, con pronao a serliana,
è semplice ed armoniosa: essa è ornata da
cornici, lesene e paraste e da un timpano
triangolare. All’interno, notevole è l’altare
marmoreo con balaustra in marmi policromi,
custode del venerato dipinto della Madonna del
secolo XVII. La decorazione pittorica risale al
1942 e viene ricondotta ai pittori Vittorio
Manini e Albano Dressato.
Una tela nel coro, con San Giuseppe, proveniente
dalla vecchia chiesa di San Martino, è stata
assegnata al veneziano Pietro Muttoni detto
Della Vecchia.
L’annuale festa solenne si celebra nel giorno
dell’Immacolata Concezione di Maria Vergine, l’8
dicembre. Da tempi immemorabili in quello stesso
giorno hanno luogo la processione con la statua
della Madonna e la tradizionale "Féra di pom". |